lunedì 3 settembre 2007

Youth of Today

Dunque: i primi dubbi sul fatto che gli anni stessero passando anche per me li ho cominciati ad avere quando dalla curva Andrea Costa ho visto giocare per la prima volta un calciatore che era nato il mio stesso anno.
Si trattava di Roberto Mancini, ma mi resi conto quasi subito che era un fenomeno e mi tranquillizai.
Più avanti ho cominciato ad andare ai matrimoni, poi mi sono sposato anch'io e sono spuntati i primi bambini.
Più che preoccuparmi ho cominciato a rassegnarmi, rendendomi presto conto che il trascorrere del tempo è tuttaltro che un dramma.
A rendere a volte drammatico l'invecchiamento è solo il modo in cui si decide di affrontarlo (o peggio ancora ci si illude di evitarlo).

Ora però abbiamo superato il punto di non ritorno.
Loro sono sempre più giovani e io sono sempre più vecchio.
Stanno cercando di fregarmi, cominciano a suonare che sono alle elementari, agganciano Russel Simins al computer e lui ci crede, dal vivo eseguono Jump Around degli House of Pain che per loro è già archeologia e alla fine si sono pure fatti produrre il disco dalla Mute.
Poi hanno questa canzone che prende per il culo George W., e che suona come un pezzo dei Bow Wow Wow.
Siceramente non ci ho ancora capito quasi niente.
Se non che suonano una elementare, quasi basica direi, miscela di Sonic Youth, White Stripes e Moldy Peaches.
Li devo intervistare, ma cosa cavolo gli chiedo?
Ivan è nato il 21 febbraio del '94, sua sorella Ada il 4 marzo del '96.
Il loro myspace avvisa che they like: The Ramones, The Clash, The White Stripes, The Yeah Yeah Yeahs, Green Day, The Stooges, Blondie,The Velvet Underground, Devo, The Kinks, The Shangri-las, Belle and Sebastian, Nirvana, Abba, AC/DC, The Strokes, Sex Pistols, Gorillaz.

Se davvero hanno ascoltato per intero almeno un disco di ciascuna di queste band, beh allora anche solo per questo, alla loro età, sono dei fenomeni.

7 commenti:

Zonda ha detto...

Hanno molto copito anche me da subito. Ovviamente conosciuti girovagando fra i vari profili di MySpace qualche mese fa. Le cose piu' interessanti le sto scoprendo cosi'. Per caso. Anche questo e' un bel sintomo dei tempi che cambiano e gioventu' che mutano.

diego ha detto...

In confronto Sammy quando ha iniziato con gli YOT era un vecchietto!

A parte questo anch'io, seppur abbastanza più giovane di te, non sono immune da certi discorsi.
E già a citare i Promise Ring partoni i ricordi...

borguez ha detto...

non ho la più pallida idea di chi siano codesti fanciulli, ma mi piace la tua dissertazione in proposito!
direi che è giusto dare loro una chance e che se fra le cose che piacciono a loro c'è buona parte dei nostri dinosauri sacri forse è solo questione generazionale, di tempi diversi, secoli che scorrono e decenni superati!
alla loro età andai in bicicletta a comprare "Tattoo You" dei Rolling Stones e per alcuni mesi pensai che non avrei potuto ascoltato altro: in qualche modo quella profezia si è avverata!

li ascolterò, che mi costa?

patrick bateman ha detto...

se non altro fanno discutere:
"potrebbero essere il sogno finale di ogni fanatico di garage rock"
Claudio Sorge (Rumore n.188 pag.88)
"una schifezzuola dalla scrittura inesistente e dal suono imbarazzante"
Stefano I. Bianchi (Blow Up n. 112 pag.80)

Zonda ha detto...

A tutti gli brucia di non poter avere avuto per primi l'idea di un brano cosi' diretto ed essenziale come "You say yes. I say no".

Cose che Lennon/McCartney e Louis Amstrong se le sognavano!

diego ha detto...

Zonda sei il solito burlone...

io sto abbastanza con Stefano Bianchi, e aggiungo che mi sembra una robetta costruita e confezionata ad hoc per questi tempi. Detto ciò prendo atto dei miei pregiudizi e torno ad ascoltare il nuovo di Vic Chesnutt (anche se non è ancora inverno!)

chris ha detto...

io salto a piedi pari i ragazzini.
oggi ho ascoltato i pissed jeans che sono belli cattivi. e credibili.

vic chesnutt lo rimando all'inverno che sennò mi suicido.