sabato 11 novembre 2006

Alive and Kicking


italy gig list v. 4.0 - 2006
Bologna è morta: 1977-2006 R.I.P.
ultimo aggiornamento
5 novembre 2006 - ore 16:28

L'epitaffio vergato in apertura del penultimo aggiornamento della fondamentale Italy Gig List, si sovrappone in modo quasi perfetto ai compleanni che proprio in queste settimane celebrano i trent'anni di due realtà che a Bologna hanno fabbricato parte della storia della musica in questi ultimi tre decenni.
Di Radio Città 103, ora RadioCittàFujiko già si è scritto, del Disco d'Oro ancora no.


A Bologna il Disco d'Oro per me è sempre stato IL negozio di dischi.
Il sabato pomeriggio negli anni del liceo era stabilmente votato alla gita in Via Marconi.
Era lì, a pochi passi dall'incrocio con Via Rivareno che il Disco d'Oro aveva la sua sede. Un piccolo buco che come dimensioni ricordava il Rough Trade Shop di Portobello, con la gente incastrata tra gli scaffali e fuori, sotto il portico, i punk con le loro creste arancioni e i giubbotti con le a cerchiate dipinte in bianco sulla schiena.

Fu al Disco d'Oro che indirizzai mio padre per il regalo di Natale del 1981.
Chiesi un paio di vinili.
A quei tempi evidentemente si era contenti con poco.
I titoli dei due dischi erano Killing Joke e Inflammable Material.
Quasi una novità il primo, un album appena un po’ più vecchio il secondo, pieno di inni che all'epoca incendiavano il mio immaginario.
E un pò lo attizzano ancora oggi, in effetti.
Del resto quelli erano gli anni dell'I.R.A., le bombe in Irlanda, il muto suicidio di Bobby Sands.
Mi sono sempre domandato che impressione potesse aver fatto a mio padre, all'epoca vicino ai sessant'anni, fedele da sempre al Partito Repubblicano prima di Ugo La Malfa poi di Giovanni Spadolini, entrare in un posto del genere.
E chissà se mio padre avrà mai intuito che con quel gesto ha involontariamente deviato il corso della vita di suo figlio.

Perchè anche se le cose per me si erano avviate già da qualche tempo è quello il momento in cui ufficialmente tutto è cominciato.
Sulle note di Wardance e Requiem, di Alternative Ulster e Suspect Device.

A questo punto avrei un bel po’ di finestre da aprire: sui Killing Joke e il loro concerto a Medicina, sugli Stiff Little Fingers e la borsa di vinili da cui un giorno ad Olympia (WA) Calvin Johnson sfilò una copia di Nobody’s Heroes, sul perché a Ravenna nessuno abbia mai pensato di rimuovere le insegne di certe sezioni del Partito Repubblicano Italiano appese ai muri di vecchie case.

Ma mi manca il tempo ora. L'unica cosa che mi preme è andare a cercare nella scatola delle spillette quel badge “I Support I.R.A.” che un giorno di tanti anni fa acquistai a un banchetto in Piazza Maggiore.
Poi con quella appuntata alla giacca andare al cinema, per vedere il nuovo film di Ken Loach, Il Vento che Accarezza l'Erba.

E magari domani telefonerò ad Amedeo, persona del cui giudizio mi fido assai, per domandargli cosa intendesse con quella frase postata in cima al penultimo numero della sua Italy Gig List.

2 commenti:

chris ha detto...

sempre un piacere leggere i tuoi post. anche io sono curioso a questo punto di sapere perchè a ravenna....

dust ha detto...

io verso l'87, forse l'88.. non ricordo esattamente partivo il sabato mattina da Ravenna (marinando ogni tanto la scuola) per andare al disco d'oro..
all'epoca compravo quasi solo dischi di nuovo garage e ristampe sixties.. avevo perfino un caschettone lungo che mi copriva gli occhi che mi facevo tirando i capelli con la spazzola (anche mia mamma, che era una santa, mi aiutava in questa difficile operazione).
La mia insegnante di geografia invece mi diceva sempre: tira le tende che non ti vedo..
ciao e a presto!