sabato 21 ottobre 2006

The Italian Way


La prima volta che sentii nominare Jonathan Clancy fu in occasione di un intervista ai Blonde Redhead.
A me non è mai piaciuto intervistare musicisti.
Per loro è piuttosto noioso rispondere a domande che si somigliano tutte, e d'altra parte credo anche che, per quanto l'intervistatore si impegni, sia molto improbabile che le domande differiscano tra loro.
Anche perchè quando succede le domande finiscono con il diventare talmente particolari da risultare portatrici di risposte perfettamente inutili quando non irritate.
Tornando a noi, nella chiacchierata con i Blonde Redhead, non ero dunque coinvolto personalmente ma solo di rimbalzo, in quanto allora collega radiofonico di Linda. Che incidentalmente all'epoca era anche mia fidanzata.
In quell'occasione Linda avrebbe dovuto condurre l'intervista assieme a questo Jonathan, con il suo amico Paul recente acquisto delle storiche frequenze di Radio Città 103.
Noi Jonathan non lo avevamo mai visto.

Al telefono ci si mise d’accordo per un incontro al Link dove la sera precedente l'intervista era previsto un qualche concerto.
La descrizione che qualcuno, probabilmente lo stesso Clancy, ci aveva fornito, si limitava a raffigurare un tipo giovane acconciato con un cespuglio di dreadlocks.
Se non siete mai stati al Link nella sua vecchia sede, dietro alla stazione dei treni, non potete immaginare quanta gente passasse di lì nei fine settimana.
Sparpagliata in un numero di sale che ancora oggi non mi è per nulla chiaro, spalmate per di più su due piani collegati tra loro da cunicoli e scale.
Quel posto non l’ho mai amato, anche se in effetti era davvero spettacolare.
Se non vi è mai capitato di pasare di lì non arriverete nemmeno vicini ad immaginare quanti ragazzi sostenessero grovigli di dreadlocks sulla cima della testa.
Dunque quella sera non riuscimmo a trovare Jonathan Clancy, nemmeno dopo aver interrogato almeno dieci studenti fuori sede che ai nostri occhi somigliavano tutti in modo impressionante a quello che immaginavamo fosse la figura del Clancy.
Il giorno seguente comunque l’intervista si fece.

Io naturalmente ero altrove.
Precisamente davanti a un televisore connesso a Tele Più, sintonizzato sulle immagini di un Bologna che in trasferta travolgeva il Napoli per cinque reti a una.

Quella sera i Blonde Redhead suonarono al Link.
Era il 22 ottobre del 2000.
Oggi Tele Più è modernariato e qualcuno tra i più giovani non sa nemmeno quale fosse il suo logo. Poco male, si intende.
Il Bologna e il Napoli giocano in serie B.
La Juventus pure.
E i Settlefish, gruppo a cui Jonathan Clancy (senza più dreadlock) presta la voce e dove Paul suona il basso, sono la seconda miglior live band italiana (perchè i primi sono intoccabili - e voi sapete a chi mi riferisco).

Suonano ovunque con passione e entusiasmo.
Qualche mese fa mi è capitato di assistere al centesimo concerto del tour a sostegno del loro secondo cd, The Plural of the Choir, naturalmente al Covo dove sono di casa.
Conservo con orgoglio la spilletta che ricorda l'evento.
E non si sono fermati lì, hanno continuato a suonare, ovunque e con immutata passione.
In Europa e in America.

Hanno appena concluso l'ennesimo tour inglese e sono finiti dentro il numero del 14 ottobre 2006 del New Musical Express. Proprio come i Canadians.

E anche se l'NME è un giornaletto spesso irritante, è inutile starvi a raccontare quanto mi faccia piacere che qualcuno da quelle parti si stia accorgendo di loro.

9 commenti:

alberto ferrari ha detto...

Ehi mitico arturo ti stò preparando un piccolo regalo...ihihh for you. Volevo veramente consigliarti il cd che ho preso oggi CHIN UP CHIN UP(suicide records)...ricorda un casino modest mouse we wolf parade...va bè te li faccio io.
A presto indieboys...bzzz

Anonimo ha detto...

OT
www.thesmiths.it,
se potesse interessare :)

len ha detto...

l'unico difetto, secondo me, che hanno i chin up chin up è che alcune canzoni si assomigliano troppo, hanno gli stessi ritornelli, lo stesso tono cantato.. e la 3 è praticamente un'altra versione di "shine a light" dei wolf parade..

baci arturo..
è da un pò che non ci si vede..

patrick bateman ha detto...

considerando i rispettivi impegni del sabato sera direi che difficilmente ci si vedrà prima del 9 dicembre, dalle parti della tua consolle...
sui chin up sono daccordo con te.

chris ha detto...

saluti arrivati. thanx. mi dicono che sabato non ti sei risparmiato. ancora in consolle alle 5,30 del mattino...

a presto.

we wait for a new post

patrick bateman ha detto...

diciamo che sabato ho tentato di superare i miei limiti, e temo di esserci riuscito sin troppo bene.
speravo di essere passato inosservato davanti un pubblico che conosco poco, ma se le notizie sono arrivate fino a te...
appena aggiusto tutte le ammaccature provo a postare un paio di cose che ho messo nel frullatore.

chris ha detto...

ma sai a mr crown non sfugge nulla e mi tiene sempre aggiornato

Anonimo ha detto...

ma sto blog è morto?!? a quando qualche post nuovo?

borguez ha detto...

post please!