mercoledì 30 agosto 2006

Flower Pop

L'altro giorno discutevo con un amico a proposito di musica.
Certo non una cosa nuova.
Il fatto è che la nostra conversazione ruotava attorno a una canzone.
Una canzone cantata in italiano, materia scabrosa e fonte di probabile biasimo e deplorazione da parte di certa gente che conosco.
La canzone di cui si parlava è Portami via di qua, sto male - versione italiana di Get Me Away from Here, I’m Dying dei Belle and Sebastian.
La riadattano, la cantano e la suonano i Perturbazione.
Tutto molto bello. Un pezzo che é una meraviglia nella sua versione originale, e lo rimane sorprendentemente anche nella traduzione italiana. Uno di quei motivi da canticchiare in continuazione davanti allo specchio, sotto la doccia, facendo jogging sulla spiaggia, in macchina di fronte ad un semaforo rosso.
Insomma, come il mio amico mi faceva argutamente notare, la canzone potrebbe benissimo essere scambiata per una di quelle che annualmente infestano l’aria sull’abbrivo del Festival di Sanremo.
Intendiamoci, le canzoni di Sanremo mediamente fanno vomitare, con tutta quella melassa spalmata sopra e quegli arrangiamenti orchestrali e quei fiori che spuntano fuori da ogni angolo.
Le canzoni dei Belle and Sebastian e pure quelle dei Perturbazione sono un altra cosa.
Ma il punto è un altro: una qualunque canzone cantata in italiano e dotata di una melodia pop appena un pò accattivante, pare essere adatta a partecipare al Festival di Sanremo. Questo sosteneva il mio amico.
E pensandoci non aveva tutti i torti.
Perché a dire il vero quell’idea aveva già inconsciamente attraversato l’orizzonte all’ascolto di dischi come quelli degli stessi Perturbazione o che so, dei Baustelle, tanto per fare due nomi noti, ma anche di gente meno conosciuta. Mi viene in mente ad esempio il dischetto di certi Sebastian (guarda un po’ il caso e l’assonanza di nomi) di cui scrissi anni fa citando proprio il festival floreale. E se in quei casi l’effetto poteva ipotizzarsi motivato oltre che dall’utilizzo della nostra lingua, anche dall’impiego di certe armonie strumentali, ora trovarsi a fare le medesime considerazioni sulla struttura di una canzone dei Belle and Sebastian fa davvero strano.
E magari la questione ci fornisce anche qualche spiegazione sul perché molti ritengano che dalle nostre parti non esista una sufficiente cultura musicale e continuano a inviperirsi appresso a ogni successo locale, imbastendo confronti con ciò che succede al di là del confine.
Tradotto: se i Belle and Sebastian anziché a Glasgow fossero nati a Busto Arsizio e si fossero chiamati La Bella e Sebastiano, sarebbero probabilmente finiti sul palcoscenico dell'Ariston. E pur proponendo le stesse identiche canzoni che stanno dentro If You’re Feeling Sinister e The Boy with the Arab Strap avrebbero certamente fatto cagare a molti di noi, quelli stessi a cui le medesime identiche canzoni cantate in inglese hanno regalato in questi ultimi anni emozioni e lacrime.
O magari no.

La canzone dei Perturbazione si trova in A Century of Covers, tributo ai Belle and Sebastian scaricabile gratuitamente dal sito della eccellente Kirsten’s Postcard.
Confrontatela con la versione di Get Me Away from Here, I’m Dying che sulla stessa compilazione piazzano gli (italianissimi) Spring Sale!.
Una roba indie come più non si potrebbe.
Cantata in inglese, naturalmente.

2 commenti:

chris ha detto...

interessante. capita spesso anche a me di cercare di fare questo tipo di analisi.

luca ferrari bz ha detto...

Ehi mitico compagnoni, mi hanno appena dato il cd tributo hai belle and sebastian e secondo me è veramente un piccolo capolavoro...con canzoni rifatte da gente tipo AUSTIN LACE BOB CORN PERTURBAZIONE BILLIE THE VISION AND THE DANCERS...ecc peccato che non ci sia il cd originale ma consiglio di scaricarlo a tutti gli amanti del genere...ci vede a presto...p.s bello il privè...:-)