venerdì 18 aprile 2008

Just Eighteen (Memorabilia #2)

Non rammento esattamente quando cominciai a trasmettere alla radio.
Se le cose non le scrivo difficilmente poi me le ricordo.
Anche per questo ho deciso di mettere in piedi questo blog.
Tyler che ha una memoria nettamente migliore della mia ha azzardato al riguardo un ipotetico 1982, ma non mi è parso sicuro.
Una cosa di cui però sono certo è che in radio lui ed io trasmettevamo già l'anno in cui i Bauhaus suonarono al Puntacapo.
Fu una strana stagione quella per i concerti.
Nella ricerca di un punto di sbocco per i fermenti davvero intensi della new wave, si cercavano allora luoghi che potessero fornire un alternativa alle enormi dimensioni del palasport di Piazza Azzarita o viceversa ampliassero le esigue capienze di posti leggendari come lo Small Club di Pieve di Cento.
Fu così che James Chance assieme ai Contortions e i Killing Joke finirono a suonare a Medicina, un concerto furibondo quello di questi ultimi che si esaurì forzatamente dopo un paio di canzoni a causa dell’invasione del palco inesistente.
Un pò meglio andò qualche chilometro più in là, a Prunaro di Budrio.
Sulla San Vitale, la strada regionale che collega Bologna con Ravenna sorgeva e tuttora sorge, la cupola scura del Puntacapo Club.
All’epoca alcune discoteche erano dotate di questo aspetto sinistro, tipo rifugio post atomico.
Come sfere tonde di cemento piantate nel terreno, nel mezzo di piazzali di asfalto utilizzati per il parcheggio.
Il Puntacapo esiste ancora, ed oggi mi par di capire vi si suoni e balli il liscio.
Quando vi capita di imboccare la San Vitale per andare al mare nelle prossime settimane fateci caso, venendo da Bologna rimane sulla destra.
Nemmeno allora ad essere sinceri quel posto aveva nulla a che fare con la musica che piaceva a noi.
Però qualcuno trovò evidentemente l'aggancio giusto per organizzare lì dentro concerti rock.
La prima stagione la saltai completamente.
Non avevo ancora la patente e quindi nemmeno quell'automobile necessaria per raggiungere un posto di campagna fuori portata per qualunque mezzo pubblico.
Ricordo per certo quell’anno concerti di Bauhaus e Theatre of Hate.
Forse anche A Certain Ratio.
Gli anni successivi qualcosa riuscii a vedere.
Sisters of Mercy ad esempio, e i Gaznevada nel momento in cui pareva stessero esplodendo sulle note dell'italian chinese love affair.
Poi suonarono anche Psychedelic Furs, Sound e probabilmente qualcun'altro che ora non ricordo.
Comunque, tornando alla radio, ricordo che trasmettevo l'anno dei Bauhaus al Puntacapo perché un giorno dimenticai proprio nei locali dell'emittente il manifesto di quel concerto che avevo comperato alla Fonte dell'Oro, la storica rivendita di biglietti sprofondata nel reticolo di sottopassaggi che si diramavano sotto il crocicchio Pavaglione, Via Rizzoli, Via Ugo Bassi.
Il giorno dopo bigiai la scuola solo per recuperare quel poster, imbarcandomi in una infinita teoria di autobus che potesse scaricarmi il più vicino possibile alla radio.
Quel manifesto che avrebbe facilitato ad inquadrare nel tempo il nostro debutto radiofonico, è stato macerato da tempo, dopo essere rimasto a lungo fissato alla porta della mia vecchia camera.
Era tenuto su da quattro puntine da disegno verdi, tipo quelle che utilizzavo per inchiodare il panno del Subbuteo alla tavola di compensato piazzata in piedi dietro quella stessa porta.
In rete, ricettacolo di ogni conoscenza odierna, non ho trovato note precise di quella sera in cui i Bauhaus suonarono in mezzo ai campi a Prunaro di Budrio.
L'unico sito che cita quella notte pone il concerto nel mezzo di una lista di altri eventi accaduti nel millenovecentottantuno.
Quindi in mancanza di altri dati che consolidino certezze mi sento libero di datare l'esordio mio e di Tyler Durden in radio a quell'anno.
Quella radio non durò molto nel tempo, ma fu la nostra prima radio.
Un esperienza epica e indimenticabile su cui tornerò presto.
Perché è di questo che avrei voluto scrivere oggi.
Non del Puntacapo, né dei Bauhaus o della Fonte dell’Oro e nemmeno del Subbuteo, che sarebbero tutti argomenti ampiamente meritevoli di una profonda e dettagliata trattazione a sé stante.
Che magari un giorno avrò anche voglia di fare.
Ma oggi è andata così.
E’ venuto fuori uno di quei rompicapo che partendo da una parola bisogna cercare di arrivare ad un'altra completamente diversa procedendo per approssimazioni successive e collegate tra loro.
E’ una cosa che mi accade spesso.
Saranno gli anni che passano e i troppi ricordi confusi che si portano appresso?

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