lunedì 28 gennaio 2008

Indie Pop ain't Noise Pollution

Immagino che ognuno di noi abbia dei suoni a cui è particolarmente affezionato.
Non dico gruppi o dischi, ma proprio peculiari stili musicali che trovano spazio all'interno di generi musicali già di per sè sufficientemente specifici.
A me , ad esempio, ha sempre parecchio intrigato il pop rumoroso.
Solitamente questo tipo di suono è depositato dentro a dischi di band inglesi.
E non è una coincidenza.
Fondamentalmente gli inglesi hanno il pop inserito direttamente nel proprio dna, e dunque anche quando decidono che a loro piace il rumore finiscono sempre col mescolare chitarre scordate, fischi di amplificatori e tamburi storditi con melodie che in fondo in fondo potrebbero scalare qualunque classifica.
Penso a Jesus and Mary Chain su tutti, ma anche a certe incursioni soniche di piccoli e misconosciuti eroi che a suon di feedback hanno inciso il loro nome nella mia memoria.
Meat Whiplash, Golden Dawn, i primissimi My Bloody Valentine (ok loro non sono sconosciuti ma i loro lavori degli inizi magari si), le meravigliose Shop Assistants, certi singoli dei Pooh Sticks, in tempi più recenti i Manhattan Love Suicides.
Roba così insomma.
Per fornire una coordinata più accessibile possiamo scavallare l'oceano e infilarci nella discografia di J Mascis, non a caso innamorato di Robert Smith e dei suoi Cure quanto di Neil Young e della sua chitarra.


In quest'ottica, per questi trascorsi, il nuovo disco dei Times New Viking mi piace un bel pò.
Anche loro sono americani (Columbus, Ohio), sono in tre e suonano come se i Pussy Galore si fossero innamorati dei Pastels anzichè dei Rolling Stones, decidendo di destrutturare sul nastro di una C90 Up for a Bit piuttosto che Exile on Main Street.
La registrazione del loro disco è la cosa più a bassa fedeltà mi sia capitato di ascoltare dai tempi dei Sentridoh, con gli strumenti che sembrano piazzati in garage mentre il microfono destinato a registrarli è nascosto in cantina in mezzo a bottiglie di vino e taniche di benzina.
Nel mezzo del caos totale che questi tre sono in grado di produrre, costruito su di una chitarra spesso oltre al limite della saturazione (niente basso, of corse), sbucano cori da osteria addolciti dalla voce di Beth Murphy, unica ragazza del gruppo.
Immaginate un Daniel Johnston serigrafato in tre copie dopo che gli è stato rubato il pianoforte, attaccata la chitarra ad una presa di corrente e sostituito il flacone degli ansiolitici con una bottiglia di bourbon.
A casa loro qualcuno li ha già brillantemente ribattezzati My Bloody Pollardtine, incastrando il ricordo dei My Bloody Valentine alle stralunate e (a volte) perfette melodie dei Guided by Voices.
Qualcun'altro ha scritto che questi tre tipi “make super lo-fi trashy arty stuff with melodies buried under screeds of noise”.
Definizione magari un po’ scontata ma quanto mai efficace.
I più scafati hanno individuato qualche affinità con i Pavement dei primi due singoli.
Diciamo che c’era già abbastanza carne al fuoco nelle premesse da farmeli piacere prima ancora di ascoltare una sola nota di Rip it Off.
Che per la cronaca è già il loro terzo disco.
Il primo ad uscire col marchio Matador.
Bello.
Non esattamente un ascolto da proporre a cuor leggero, ma bello.

Discografia a supporto, magari non proprio indicativa su come suonano i Times New Viking ma comunque essenziale:
-Jesus and Mary Chain “Upside Down” (7” Creation, 1984)
-The Golden Dawn “My Secret World” (7” Sarah, 1988)
-The Shop Assistants “Safety Net” (12” 53rd & 3rd, 1986)
-The Pastels “Truck Train Tractor” (12” Glass, 1986)
-Pooh Sticks “On Tape” (7” Fierce, 1988)
-Dinosaur Jr. “Freak Scene” (7” Sub Pop, 1988)
-Pavement “Perfect Sound Forever” (10” Drag City, 1991)
-My Bloody Valentine “This Is Your Bloody Valentine” (12” Tycoon, 1985)

3 commenti:

mr.crown ha detto...

la cover è una tra le più brutte di sempre, ma ovviamente mi hai incuriosito. se mi capitano tra le mani proverò a dare loro una chance.

Lunarpunk ha detto...

e quel gruppo che mi dicevi venerdì e del quale m'hai mostrato il cd sabato? ripeteresti please? scusa ma ho poca memoria!!!

patrick bateman ha detto...

mr. crown: tutto quello che ho scritto è indicativo fino a un certo punto, come al solito vado per sensazioni e stati d'animo piuttosto che per analisi serie e competenti.
lunarpunk: dexy's midnight runners, prima o poi scriverò di loro e del loro leggendario leader kevin rowland.