domenica 6 maggio 2007

...Well I Think I Know the Words That I Mean...

Poco prima del coro dei Kop, degli Underworld e di quel pezzo dei Franz Ferdinand che oggi pare già antiquariato, Dedu era passato dal backstage del gate uno.
Mi è sempre piaciuto Dedu.
Già quando ancora lo conoscevo solo di vista, e il sabato mattina passavo dalla sua edicola di via degli Orti a comperare il Melody Maker.
Ora che lo conosco meglio posso dire per certo che la cosa che più apprezzo in lui è il suo entusiasmo per la musica, nascosto dietro una flemma apparentemente perenne.
Certo l'entusiasmo per la musica ce l'hanno un sacco di persone attorno a me.
Ma lui è diverso.
Lui è uno dei pochi che ha resistito e lo ha fatto sul serio.
Lui è uno di quelli che c'era da prima e che ancora oggi è decisamente presente.
Prima delle scoperte gratuite distribuite in rete e dei concerti in saldo su youtube.
Lui c'era quando la musica la leggevi sulla carta e la ascoltavi sulla plastica a sette e dodici pollici e metteva dischi al Covo quando non c'era la fila di gente ansiosa di sperimentare quanto sia figo programmare un pezzo degli Arcade Fire in un club.
Lui è uno di quelli che ha ancora voglia di prendere e partire per verificare su un palco cosa è capace di combinare un nuovo gruppo.
E in un sabato sera qualunque, lui dj storico del più storico rock club italiano, mi raggiunge nel backstage del gate uno e chiede di poter inserirsi nel mio set perchè ha voglia di passare una canzone nuova, così per vedere subito l'effetto che fa.
E' in quel momento, quando comincia a parlarmi di Calvin Harris, e io mi domando chi cazzo sia Calvin Harris (ok, è vero, ne aveva parlato anche il giornale - Spot On di BPM sul # 183, ma io non è che posso ricordarmi tutto), che butto un occhio sulla compilazione che ha in mano.
E ci trovo dentro, tra le altre, canzoni che per conoscrele bisogna essere attenti a quello che succede attorno.
Tenersi informati.
Robe tipo Wombats e Foals che a parlarne sono state certe blogstar delle parti nostre, ad esempio.
Mentre assecondavo col piede il battito di Acceptable in the 80's, pensavo che è in un posto del genere assieme a gente del genere che sto invecchiando, e mi scopro a concludere che invecchiare in fin dei conti non è che mi dispiaccia così tanto.
E questa, dopotutto, è davvero una bella sorpresa.

1 commento:

alberto ferrari ha detto...

.. ..eh si, il piccolo singolo di CALVIN HARRIS funzionerà bene in pista per me.. ..e oggi pomeriggio vedendo nella sezione dei singoli da dj mix a cesena quella copertina molto anni 8o.. ..ho deciso di comprarmelo a scatola chiusa.. ..6euro spesi guasi bene.. ..ora resta solo la prova del nove in pista.. .. ciao arturo a presto.. bzzz